Villa Serbelloni Plinio il Giovane possedeva sul Lario due ville: una a Lenno da lui chiamata Commedia,l’altra sul promontorio di Bellagio denominata,per l’inevitabile simmetria,Tragedia. Che la punta di Bellagio abbia,ai giorni nostri,qualcosa di tragico sembra improbabile,ma ai tempi di Plinio la natura non domata dai giardinieri i pochi abitanti e la pendenza del promontorio,furono sufficienti al letterato per arricchire con un po’ di cultura la piacevolezza dei suoi soggiorni lacustri. Dopo l’epoca romana, Bellagio perdette la sua connotazione residenziale per acquistare un’importanza militare e strategica. Fu teatro di lotte tra Vandali e Goti, non sfuggì all’attenzione dei Longobardi, e Liutprando trasformò la fortezza in residenza. Il castello rimase fino all’epoca di Galeazzo Visconti,duca di Milano,che ne ordinò la demolizione per togliere di mezzo i briganti che vi erano annidiati.Il duca Ercole Sfondrati rifece la torre del promontorio:atterrata e rifatta più volte,la fortezza mantenne per secoli le sue funzioni di osservatorio e rifugio,e dalla sua torre partivano messaggi e segnalazioni. Nel Rinascimento anche Bellagio smise con le guerre. Il marchesino Stanga acquistò il promontorio e vi edificò un palazzo;di qui passarono personalità di ogni sorta,dall’Imperatore Massimiliano a Leonardo Da Vinci. La villa rimase agli Sfondrati fino al 1788,poi passò ai Serbelloni, già proprietari di una villa a Bolvedro. Questi Serbelloni erano ricchi e potenti,ma la loro fama in Italia è legata ad un’altra circostanza:Giuseppe Parini fu preso come precettore del figlio del Duca Gabrio e,frequentando l’ambiente,vide le profonde ingiustizie che fanno da fondamento alle grandi fortune. Per avere difeso una fanciulla schiaffeggiata dalla duchessa Maria Vittoria, Parini fu licenziato senza complimenti. Ma i poeti riescono a vendicarsi anche dei potenti,e i Serbelloni ebbero modo di sentire tutta Milano ridere alle loro spalle per un epigramma che il Parini aveva messo in giro e che colpiva in una sola volta due membri della famiglia,un marito ritenuto impotente ed una moglie infedele. Durante gli anni del Risorgimento la casa fu abbandonata e anche la villa Serbelloni fu trasformata in albergo. Ai primi del nostro secolo risale l’attuale Grand Hotel,situato ai piedi del promontorio,mentre la villa,sulla sommità,passò in varie mani. La principessa Della Torre e Tasso l’abitò fino al 1959,poi divenne proprietà della Rockefeller Foundation di New York che vi organizza incontri culturali.
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