Villa Olmo Prende il nome da un olmo gigantesco che la leggenda fa risalire ai tempi di Plinio il Vecchio. Oggi l'olmo non c'è più, ma rimane lo splendido parco che circonda la villa, classico esempio di giardino all'italiana. Costruita nel 1782 da Simone Cantoni per i marchesi Odescalchi, ebbe diversi proprietari fino a diventare patrimonio del Comune nel 1925 e da allora è adibita a sede culturale per varie attività, tra cui quelle del Centro per la Cultura Scientifica "Alessandro Volta". La villa, dalla facciata neoclassica, possiede interni di grande eleganza: la sala degli Specchi, la sala Ovale o delle Nozze, la sala di Bacco, il salone da Ballo, la sala dell'Olimpo, affrescata da Domenico Pozzi, e la sala della Musica, particolarmente ricca di decorazioni, con un grande dipinto sul soffitto attribuito ai fratelli Pozzi. Celebri sono anche la cappella Odescalchi e il piccolo teatro, un capolavoro di acustica affrescato da Ernesto Fontana.
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