Villa Melzi Quando l’avvocato Sommaria era tutto intento ad abbellire la villa portatagli in dote dalla moglie,gettava spesso occhiate al di là del lago per controllare cosa si era messo in testa il Duca di Lodi,suo rivale: Francesco Melzi d’Eril. Il Melzi era ricchissimo e la sua villa era stata progettata dall’architetto più rinomato del tempo,Giocondo Albertolli, che si preoccupò di adeguarla alle mode più recenti. Lo stile della villa è neoclassico,e venne definita come "casa per viverci". Il giardino fu progettato interamente,e per realizzarlo si provvide ad ampie rimozioni di terreno,così da raggiungere gli effetti desiderati. Per accorgersene basta guardare il viale dei platani o il giardinetto giapponese e badare ad alberi,fiori,statue e tempietti. Passeggiando con calma tra viali e aiuole,si ha l’impressione che il parco sia molto più grande e vasto della sua reale consistenza. Non manca nessuna delle cose che ci si possono aspettare da n giardino patrizio:il chiosco,l’urna cineraria,una grotta,la statua egizia,la vasca con la statua di Cupido,il laghetto con le ninfee,la citazione orientale e mitologica L’interno è prevalentemente neoclassico:pareti decorate a stucco dall’Albertolli, affreschi di Giuseppe Bossi,ornamenti di Alessandro Sanquirico e il celebre ritratto di Napoleone dell’Appiani.I proprietari di Villa Melzi sono oggi i Gallarati Scotti e il Duca Tommaso,diplomatico e letterato,vi passò la tranquilla vecchiaia. Ospiti di Villa Melzi furono in passato Eugenio Beauharnais, l’Imperatrice Maria Fedorowna, Francesco I d’Austria, Metternich e Liszt. Ora nel giardino di Villa Melzi si può entrare pagando un semplice biglietto d’ingresso, che ci ricorda di non farci troppe idee sulla possibilità di risiedervi anche solo per un week-end
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