Villa Balbianello Fatta costruire verso la fine del XVIII secolo dal cardinale Angelo Maria Durini, che già possedeva a Ossuccio la cinquecentesca villa del Balbiano, la villa del Balbianello sorge sul promontorio di Lavedo, una splendida località panoramica scelta dal prelato per la sua posizione isolata. L'edifìcio è formato da due corpi abitativi con una biblioteca, una sala della musica, due saloni e un ampio loggiato in posizione centrale, orientale in modo che goda la vista di entrambi i lati del penisola, quello verso Tremezzo quello verso l'isola Comacina.
Villa Balbianello conobbe altri illustri proprietari, tra cui i Porro Lambertenghi e gli Arconati Visconti, che abbellirono ulteriormente la struttura; ultimo fu il conte Guido Monzino, un famoso esploratore che ripristinò lo stile originario dell'arredamento e arricchì la residenza di preziose raccolte d'arte cinese, precolombiana e africana, provenienti dalle sue spedizioni; in una delle sale è esposta la slitta con cui nel 1971 raggiunse il Polo Nord.
Il giardino terrazzato rivela una cura particolare nella scelta delle piante, mirante a creare un suggestivo effetto di colore ottenuto mescolando l'azzurro del lago con la vegetazione. Diventata proprietà del FAI dal 1988, per donazione del conte Monzino, la villa è accessibile via acqua con partenza da Sala Comacina. Dal porticciolo si raggiunge una piccola chiesa sorta sul sito di un ex convento francescano; attraverso un percorso, tortuoso ma ben studiato allo scopo di valorizzare il panorama, si entra dolcemente in questo meraviglioso angolo del lago.
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