Menaggio
Adagiato all'imbocco della valle omonima, dove la via Regina si biforca a ovest verso la Svizzera e a nord verso l'alto Lario, il comune si divide in tre frazioni: Croce e Loveno in collina e Nobiallo lungo il lago. A causa della sua posizione strategica, Menaggio fu probabilmente un punto d'incontro fra i Celti provenienti dal Nord e i Liguri che giungevano dal Sud. La zona era sicuramente popolata in epoca romana, come testimonia una lapide del I secolo d.C. Durante il periodo longobardo il territorio fu un importante caposaldo militare, ma solo nel X secolo venne eretto un castello, ampliato successivamente con l'aggiunta di due torri. Un itinerario turistico particolarmente interessante inizia nella parte medievale, situata più in alto e caratterizzata da vie strette e ripide. Verso il lago sorge invece la parte ottocentesca, con i grandi alberghi e il lido. In fondo a via Calvi è situata la parrocchiale di S Stefano, sorta probabilmente sul sito di preesistenti edifìci paleocristiani e più volte rimaneggiata. Nell'interno è ornata da affreschi di Tagliaferri (1899) e vari dipinti del XVII e XVIII secolo; sopra l'altare della navata sinistra è collocata una copia di un dipinto di Bernardino Luini il cui originale fu ceduto ai francesi. La salita al castello permette di apprezzare l'eleganza di alcuni portali e di giungere in una posizione dominante a strapiombo sul torrente Senagra. Databile intorno al X secolo, il castello era in origine una costruzione imponente, ma subì due distruzioni, la prima nel 1124 per opera dei comaschi e la seconda nel 1523 per mano dei protestanti del vicino cantone dei Grigioni. Sempre nella parte alta, sui ruderi del castello sorge la barocca chiesa di S. Carlo. La frazione di Loveno accoglie la zona residenziale di Menaggio. Di particolare interesse artistico e paesaggistico è la villa settecentesca che Enrico Mylius, un ricco uomo d'affari di Francoforte acquistò nel 1829 dalla famiglia Carabelli Mylius ampliò l'edifìcio conferendogli uno stile neoclassico e fece risistemare il parco secondo lo stile inglese, arricchendolo con numerose essenze esotiche. Nelle sale interne è conservata una notevole raccolta di opere d'arte che gli eredi di Mylius, la famiglia Vigoni, hanno continuato a incrementare. Attualmente la villa è sede di un centro culturale italo-tedesco.