Dongo
Insieme a Sorico e Gravedona, Dongo costituiva in epoca medievale la contea delle Tre Pievi, una delle più antiche del lago. In questo periodo il comune ebbe una notevole importanza, mentre nel XIX e XX secolo la piana dell'Albano fu uno dei primi poli industriali, sede delle acciaierie Falck. Oggi il paese è soprattutto una località turistica, ricordata anche perché è qui che il 28 aprile 1945 i partigiani bloccarono Mussolini e i gerarchi fascisti in fuga verso la Svizzera. A questi eventi è dedicato il Museo della Resistenza comasca allestito a Palazzo Manzi, un edifìcio neoclassico costruito nel 1824 da Pietro Gilardoni. Piuttosto austero nella facciata, il palazzo è invece sfarzoso nell'interno, in particolare nel salone ricco di stucchi e dorature chiamato la sala d'Oro, dove un tempo le famiglie nobili organizzavano feste e ricevimenti sontuosi. Interessante è la chiesa di S. Stefano, di origini romaniche ma più volte rimaneggiata, che custodisce un fonte battesimale quattrocentesco e affreschi del XVI secolo. Dell'XI secolo è la chiesa di S. Maria di Martinico, anch'essa restaurata e modificata, che ospita nell'interno una preziosa croce d'argento del 1513. Un luogo di culto particolare è il santuario della Madonna delle Lacrime o del Fiume, costruito in ricordo del miracolo di una Madonna piangente all'inizio del XVII secolo sul sito di un'antica cappella rimasta illesa dopo uno straripamento del torrente Albano.

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