Un po' di StoriaValli profondamente erose, massicci depositi morenici,massi erratici trasportati dai ghiacciai, acque torrentizie che alimentano uno dei laghi più profondi d'Europa: Questa l'eredità lasciata dai ghiacci del Quaternario al territorio Lariano. Dodocimila anni dopo l'ultima glaciazione, il clima é ben diverso da quello di quell'era tormantata rinomato, al contrario, per la sua dolcezza. Boschi di castagni e di conifere ed ampie distese di pascoli rivestono oggi le pendici dei monti. Insieme ai cipressi e agli allori, tipici della macchia mediterranea, crescono specie esotiche, mentre il rigoglio di agrumi, palme, azalee, cactus e camelie, ha reso celebri i giardini delle antiche residenze Patrizie.Contornato da monti imponenti come il complesso delle Grigne e il Monte Legnone (2609 mt.), il lago si estende per 50 km tra Como e Sorico, raggiungendo la larghezza massima di 4,4 km. tra Fiumelatte di Varenna e Cadenabbia di Griante, alimentato prevalentemente dal fiume Adda, che vi entra a Colico e si divide a Bellagio nei rami di Como e di Lecco, ma lungo tutto il suo perimetro, riceve le acque di numerosi torrenti. Ha una sola piccola isola che emerge dal blu, la Comacina, e in un punto, tra Nesso e Argegno, il fondale scende fino a 410 metri: La profondità maggiore tra quella dei laghi d'Europa. Le valli trasversali scavate dai ghiacciai danno luogo ad un complesso sistema di venti, un tempo sfruttati per la navigazione commerciale. Oggi le due brezze dominanti e un'infinità di venti improvvisi e ballerini, sono croce e delizia dei numerosi velisti. I primi insediamenti umani risalgono al 4500 a.C. ma bisogna aspettare 3500 anni perché sul territorio si sviluppi una vera civiltà grazie al contatto di popolazioni diverse quali i Liguri, i Celti Insubri, gli Etruschi. Solo verso il IV o V secolo si formò l'Oppidum e, a giudicare dalla Necropoli della Cà Morta, nel Parco della Spina Verde, a est di Como, doveva essere un nucleo molto consistente. Poi la regione cadde preda degli Insubri, che l'abbandonarono solo nel 196 a.C. scacciati da Roma. Dopo un periodo di decadenza, l'area si riprese rapidamente, attirando numerosi coloni. Grazie allo sviluppo della rete stradale e delle comunicazioni via acqua, a opere di bonifica e di fortificazione, nel 59 a.C. l'Oppidum é ormai un importante centro di traffici, cultura e turismo chiamato Novum Comum. Nel III secolo inizia la penetrazione Cristiana, a inaugurare un potere vescovile che rimarrà saldo nei secoli. La conquista Longobarda, l'invasione dei Franchi e le scorribande degli Ungari non intaccarono quella che era un'identità culturale ormai consolidata. A testimonianza di questo periodo travagliato, la Torre del Castello Baradello, nel Parco della Spina Verde, é ciò che rimane delle antiche fortificazioni,probabilmente risalenti alla preistoria ma che ebbero funzione difensiva sia in epoca Romana e Bizantina sia per tutto il MedioEvo. A partire dal XII secolo il territorio cominciò a subire le mire espansionistiche di Milano. Nel 1100 Como si schierò con Federico Barbarossa, ma alla fine dovette cedere alla Signoria dei Visconti, diventando parte integrante del territorio Milanese cui sarebbe rimasta legata per sempre. Alla fioritura delle attività manifatturiere ed estrattive del periodo Rinascimentale seguì un lento declino sotto la dominazione Spagnola. A peggiorare le cose intervennero le pesanti iniziative di Carlo Borromeo contro la riforma protestante della Svizzera calvinista, ma il peggio arrivò nel 1630, quando la peste portata dai Lanzichenecchi devastò la regione. allinizio del settecento, l'inaspettata salvezza venne dalla bachicoltura e poi all'industria della seta che avrebbe reso il Comasco famoso in tutto il mondo, anche grazie all'amministrazione di Maria Teresa d'Austria. Parallelamente si ebbe uno sviluppo del settore metallurgico nel Lecchese. In campo scientifico e letterario emersero figure come Giuseppe Parini e Alessandro Volta. Nel 1796, sconfitto l'esercito Austriaco, le truppe di Napoleone entrarono in Como e tre anni dopo la Lombardia veniva incorporata nella Repubblica Cisalpina. Per il territorio Lariano fù la crisi. Le sue industrie portanti non avevano più sbocco verso il mercato Tedesco e le gabelle volte a finanziare le campagne napoleoniche dissanguavano le amministrazioni locali. Dopo il congresso di Vienna nel 1815, la Lombardia tornò sotto il dominio austriaco, ma l'amministrazione era cambiata e la crisi economica davvero pesante. La ripresa avvenne nella seconda metà dell'Ottocento. L'introduzione di filatoi e telai meccanici contribuì alla crescita delle industrie ed a un forte inurbamento. Anche nel settore della metallurgia si ebbero analoghi progressi; Conteporaneamente crescevano le infrastruttire sia per il trasporto su rotaia sia per quello lacustre. all'inizio del XX secolo l'industria era ormai consolidata, ma nascevano anche le tensioni sociali e le rivendicazioni dei lavoratori.
Risparmiato dalla prima guerra mondiale, il territorio Lariano subì il periodo fascista con una sorta di indifferenza, nonostante le rivolte dei minatori e dei molinari di Introbio e Cortabbio, la chiusura di alcuni giornali e qualche episodio di squadrismo. Qui come altrove, l'amministrazione rinnovò strutture e realizzò grandi opere urbanistiche. La seconda guerra mondiale trovò un clima politico ben diverso: Nel 1943 erano già attive piccole formazioni partigiane, arrichite dai giovani che rifiutavano l'arruolamento coatto della repubblica sociale. proprio in questi luoghi avverà l'epilogo del periodo fascista, con la cattura di Mussolini nei pressi di Dongo. Gli anni del dopoguerra sono caratterizzati da una forte ripresa economica che porterà la regione ai vertici italiani per reddito pro-capite. Se oggi la concorrenza estera ha ridimensionato l'importanza dei setifici comaschi nel mercato globale, Como non rinuncia a proseguire la sua tradizione di alta qualità soprattutto in tema di progettazione e design; Oltre alle lavorazioni tradizionali, la spinta maggiore viene dal terziario avanzato e dal turismo. A ciò si é aggiunta, nel 1988 la fondazione dell'Università dell'Insubria, che ha reso la regione indipendente dalla capitale lombarda per la formazione superiore.
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