Isola Comacina Di fronte a Ossuccio e Sala Comacina, nel golfo che si apre tra Argegno e la penisola di Làvedo.si trova l'unica isola del Lario. Poco lontana dalla sponda occidentale, appare come un grosso scoglio completamente ricoperto di vegetazione arborea. Il tratto di lago che la separa dalla riva è chiamato Zoca de l'Oli per via delle acque sempre lisce, come l'olio che ancora si produce qua e là. L'antica storia dell'isola è testimoniata dalle vestigia di abitazioni di epoca romana, di fortificazioni altomedievali e di chiese paleocristiane. Nel V secolo Abbondio, vescovo di Como, fece costruire la basilica di S. Eufemia, le cui fondamenta furono riportate alla luce nel 1914. Durante la dominazione longobarda l'isola subì vari assedi, di cui è ben noto quello ai danni del governatore bizantino Francione, il quale, rifugiatosi sull'isola con un cospicuo tesoro, dovette arrendersi al re Autari, marito diTeodolinda. Anche in epoche successive l'isola fu spesso rifugio di ribelli e autorità in fuga. In generale crebbe nei secoli l'influenza ecclesiastica e si sviluppò un certo antagonismo nei confronti di Como. Durante la decennale guerra fra Como e Milano, l'isola si schierò con quest'ultima e quindi contro Federico Barbarossa; una durissima repressione da parte dell'esercito comasco portò alla sua totale distruzione nel 1169. Dopo questa data l'isola perse la sua importanza e restò nel più totale abbandono fino a quando Augusto Caprani riuscì ad acquistarla nei primi anni del XX secolo. Lasciata in eredità al re Alberto del Belgio, fu restituita all'Italia pochi anni dopo. Dichiarata Ente Morale nel 1927, fu amministrata da commissioni miste dei due Stati e si progettò la costruzione di abitazioni per artisti italo-belgi. Solo dagli anni Sessanta sono state riattivate le strutture turistiche tra cui un'apprezzata locanda.
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